Leggendo il titolo qualcuno potrebbe pensare che siamo impazziti, visto che uno dei problemi dei data center è proprio quello del consumo eccessivo di acqua e corrente elettrica, ma se quello che nasce come uno svantaggio potesse diventare l'occasione per ribaltare completamente il risultato? Il segreto potrebbe risiedere nel grande calore generato da questi mostri del calcolo, necessari per sostenere le nostre attività con l'AI, ma terribilmente esosi da un punto di vista energetico.
È l'idea alla base di una tecnologia che potrebbe trasformare i data center AI da grandi consumatori a produttori di acqua utilizzabile. Il potenziale dichiarato è notevole: fino a 750.000 litri al giorno per ogni megawatt di capacità di calcolo, partendo da acque sotterranee salmastre.
A sviluppare questa soluzione sono le aziende americane Endeavour e Trevi Systems, che hanno annunciato una collaborazione per integrare un sistema di desalinizzazione con il raffreddamento dei server.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Nota: Questo articolo contiene informazioni rielaborate da fonti esterne, citate e linkate nel rispetto del diritto d’autore.
Fonte: www.hdblog.it
