La CISA, l’agenzia statunitense per la sicurezza informatica e delle infrastrutture, ha confermato che stanno già circolando exploit per la vulnerabilità critica legata a Brotli, l’algoritmo di compressione lossless sviluppato da Google ed estremamente diffuso sul web. Il problema, identificato con il codice CVE-2026-111497 e noto anche come Node2Shell, Broccoli2Shell e HTTP2Shell, deriva da un bug nel decoder di Brotli, in pratica il componente che si occupa di decomprimere i dati ricevuti, che può causare la scrittura di dati in aree della memoria non autorizzate.
Tramite un flusso di dati Brotli appositamente manipolato, un attacco da remoto può provocare arresti anomali dei processi, esporre contenuti sensibili della memoria o addirittura eseguire codice non autorizzato. Il problema è stato individuato inizialmente nell’ambiente di esecuzione JavaScript Node.js, ma è presto emerso che la sua portata è molto più ampia: coinvolge anche server e client HTTP basati su implementazioni vulnerabili di Brotli. La criticità riguarda quindi potenzialmente diverse infrastrutture software, non soltanto le applicazioni basate su Node.js.
Martedì la CISA ha inserito la vulnerabilità nel catalogo Known Exploited Vulnerabilities (KEV), riservato alle falle per le quali è confermato che ci sono exploit in circolazione. Le agenzie federali statunitensi dovranno applicare le correzioni entro il 10 novembre, rispettando la direttiva BOD 26-04. L’obbligo riguarda gli enti federali, ma l’agenzia raccomanda a tutti gli amministratori di rete di fare altrettanto con la massima priorità.
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Fonte: www.hdblog.it
